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Federfarma: avanti con lo sciopero. Balduzzi: ripartire dal Dl

ROMA - È un botta e risposta quello che si è consumato tra Annarosa Racca (foto), presidente di Federfarma, e il ministro della Salute, Renato Balduzzi. E l'oggetto non poteva che essere il decreto sulle liberalizzazioni e la serrata delle farmacie annunciata per il primo febbraio. «Confermata» sono le parole della Racca «se non verrà modificato il Decreto». «Da rivalutare» è la risposta di Balduzzi «alla luce del testo definitivo del decreto». Perché, argomenta il Ministro, «la categoria troverà sempre massima disponibilità a ragionare su tutti i punti che richiedano di essere approfonditi». Una disponibilità che non è nuova, visto che «il Governo è andato incontro alle richieste dei farmacisti non ritornando sui farmaci di fascia C». Ma per Federfarma i numeri contano più delle parole: e in particolare quel 10mila - le nuove farmacie che secondo le stime del sindacato si aprirebbero per effetto del decreto -, è una cifra «insostenibile». Perché si aggiunge «alla spesa farmaceutica che continua a diminuire: in varie regioni si registrano notevoli ritardi nei pagamenti alle farmacie e in 5 regioni il credito dovuto alle farmacie è pari a un miliardo e 90 milioni». Tutti numeri e cifre che rischiano di far «collassare il sistema, abbassando la qualità del servizio». Per questo, fa sapere la Racca, le procedure per lo sciopero sono state avviate: «Abbiamo chiesto di incontrare il governo, le regioni e rappresentanti parlamentari, perché vogliamo essere ascoltati».

Fonte. Farmacista 33


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